Mario

Chi d’istruzione ferisce, d’istruzione perisce……

In Gruppo di discussione politica. on 19 luglio 2008 at 9:21

Caro Riciard e cari tutti il nostro dialogo aperto non può finire, perchè la situazione che ci troviamo ad affrontare è di seria emergenza e non può passare sotto silenzio e nemmeno va sottovalutata. Pur considerando che i tempi sono diversi e che le condizioni culturali sono profondamente cambiate dalla prima grande rivoluzione culturale globale, adulti (ho pensato bene di evitare la parola vecchi) e giovani concordano su un unico punto:

la priorità è cambiare la cultura

Giustamente, la scuola, è il più importante, ma non unico, mediatore culturale per le nuove generazioni e proprio per questo deve avere maggiori investimenti in termini di risorse economiche e anche umane.

Su questo, il nostro paese sta avendo nel tempo, un percorso accidentato ed involutivo. Non mi voglio addentrare su quale parte politica sia colpevole di tanta cecità e distruzione, perchè sarebbe cosa inutile, una perdita di tempo, ma è risaputo che le qualità di una nazione sono primariamente le risorse democratiche e culturali (formative) dei suoi cittadini. Il secondo punto, ma non d’importanza è la qualità e l’accessibilità dei servizi sanitari di una nazione e non nascondo che secondo me queste due regole devono essere in simbiosi. Cultura e salute sono i due diritti irrinunciabili dei cittadini di uno paese evoluto e al passo col mondo.

Detto questo, anche di fronte a crisi profonde di un sistema economico basato non sull’etica ma sull’economicità di qualsiasi “operazione” sistemica di un dato Stato (sistema liberistico non liberale) questi due capisaldi dovrebbero mantenere intatte le capacità di operatività ed anzi dovrebbero essere sviluppate in sincronia con la crescita del paese.

Evidentemente ciò non avviene, si preferisce tenere sotto scacco queste due funzioni importantissime della società, ricattando economicamente gli operatori e decidendo sulla testa degli utenti a totale scapito della qualità e della accessibilità.

In Italia tutto ciò sta prendendo l’aspetto di una farsa, agitando lo spauracchio, pur molto reale della crisi economica, si sottrae linfa alla cultura, si egemonizza ancora una volta il settore istruzione (visto poi che l’altro versante ossia quello della cultura all’esterno delle aule scolastiche: la famiglia e i media o informazione sono già stati egemonizzati da tempo) , si ottiene il controllo della coscienza di un paese.

Diceva Kant: “Il possesso della forza corrompe inevitabilmente il libero giudizio della ragione”. Con questa frase forse sono un passo in avanti rispetto al discorso fatto prima. Non ho voluto entrare in merito alle “nuove visioni” del governo in carica rispetto all’istruzione (personalmente ne sono orripilata) ma ne ha parlato chiaramente Riciard e ne avremo vasti esempi in futuro, ma la cultura, l’informazione, insomma le regole del gioco che conducono alla coscienza di un paese stanno passando di mano, stanno diventando “un’arma di distruzione di massa” (bravo Riciard, ben coniata!) e ci riportano ad una regressione civile di incredibile portata.

C’è un però, in tutto questo e non sarà l’unico danno collaterale che ogni guerra deve avere, riottenere il potere e costruirsi la forza per dominare un paese, avrà una ripercussione inaspettata, quella che fino ad oggi è stato “il giudizio della ragione”, verrà piano piano cancellato ed il risultato non può essere che “il buio della ragione” che senza tanti giri di parole chiamerò “reazione violenta”. Strozzate l’intelletto e avrete la forza bruta e non so tutto questo a chi gioverà….. nel sessantotto abbiamo già dato, ma oggi ci sono due generazioni pronte alla solidarietà, la prima perchè ne porta le stigmate e la seconda perchè le porta nel DNA.

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