Mario

Storia di Amalia – Marsiglia 1917 – (3° parte) La leggerezza della gioventù

In Gruppo di scrittura, Libri on 6 luglio 2008 at 10:44

Marsiglia 1917

Mio marito era eccessivamente bello. Ricordo che, scesa al porto, tante ragazze lo invitavano nella loro stanza, nonostante lui fosse al mio fianco e mi prendesse per mano. Ma forse sembravo una sorella minore.

“Tu viens?” Io mi chiedevo come mai anche qui ci fosse qualche traccia del nostro dialetto.

La vita è così difficile a questa età. Due figlie feci,la prima morta a tre anni. A ventuno aspettavo te Bruno, quando un’altra Amalia si stagliò sul nostro orizzonte. Più scaltra, più allegra, più donna di me, e si portò via tuo padre.

“Non mi hai lasciato niente solo le spine nel cuore della prima figlia, quella per cui mai e poi mai mi avresti abbandonato ed aspettavo il terzo figlio che rifiutasti di vedere dieci giorni prima che nascesse.” Ma lui, ora, è l’uomo più geniale, il più prestante, il più tenero ed altero che in terra sia mai esistito. E la mia Fanny, oh, è il mio ritratto: è sagace e spiritosa, svelta e solerte. “Hai fatto male ad andartene!” (….)

Venezia inverno 1920

Com’è dolce la porta della casa paterna.

Lui non mi aspettava e forse sono andate perse le mie lettere. Si è trasferito altrove, rimasto vedovo, con la nuova moglie.

Sì le pareti sono brunite dal tempo, ma il caminetto è sempre lì con della legna secca, pronta da ardere.

“Oh , mamma, mamma,fammi trovare dei fiammiferi in tanta oscurità.” I fiammiferi mi salgono alle mani ed io prego accendendo il fuoco. Sono lontani i tempi della bambina con le trecce sulle spalle ed il grembiule a fiori, ma come sono belli questi tendaggi che nessuno ha portato via, ed i bagliori del camino, ed i miei figli, e la mia età.

E questa notte tutta veneziana che mi accoglie a braccia aperte come la figlia prediletta che ritorna a casa, stanca, dopo tante peripezie.

Ci addormentiamo su dei scialli di lana che qualcuno, per caso, ha dimenticato lì

Venezia, 14 gennaio 1982

Ho agito da madre e padre, da sorella e da compagna per la mia famiglia. Come tutti, sono stata donna e uomo perchè non vi sono distinzioni nei comportamenti quando è in gioco la vita.

Non ho più voluto sposarmi nonostante anche un conte veneziano, assai vecchio a dire il vero, avesse chiesta la mia mano, dicendosi pronto ad amare me e i miei bambini, già grandicelli. Ma chissà…..

Mio marito dopo otto anni tornò. Fanny lo voleva. Bruno no. Con il cuore in gola, rivedendolo, gli dissi di andarsene via, stavolta per sempre, Ero tra tanta gente in Via Garibaldi.

Sono stata al passo con la storia? No, ho percorso la storia. La mia personale resistenza è incominciata tanti anni prima di quella più famosa, con Bruno per sette anni in Egeo a difendere uno scoglio strategico di fronte al porto di Rodi e mia figlia Fanny a lottare la vita con me.

Ma quando noi tre ci siamo riuniti, è stata una festa per tutti, nella calle. Per Amalia un’altra grande guerra era finita. Non tutte. Cantavamo le nostre canzoni. Sembrava Marsiglia.

Non lasciamoci sopraffare dai ricordi. In tutto ciò che viviamo c’è armonia.

Tratto da Disegni a matita di Rita Bacceghin – Editoria Universitaria Venezia

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