luciindescai

Se io sto con le donne

In amore, Anomalie, Donne, Informazione on 10 febbraio 2013 at 14:28

Non è facile ai giorni nostri prendere una posizione su una qualsiasi cosa.
Prendere parte non ha per tutti il significato di partecipare, significa invece avere una predilezione, una debolezza, un’idea che diventa preconcetta di fronte ad altro. Fatto sta che su qualsiasi cosa, si prenda parte, esiste sempre e comunque qualcuno che tiene l’altro versante e c’è anche chi ti spiega quanto sarebbe meglio essere equidistanti, tener conto di tutte le variabili.
Insomma il “politically correct” stare nel mezzo, in quello stato sospeso che spiana tutte le diversità e anche le peculiarità di una situazione, ma che soprattutto non consente le accuse e nemmeno le ribellioni.
La valutazione da equidistante è un generalizzare, un massimizzare quello che generale non è; vero è che quella situazione è indecente e inaccettabile, però, d’altra parte, ci sono situazione che richiedono estreme conseguenze. Tipo che: è vero che hanno violentato quella ragazza e la cosa è orribile, però alla fine non si gira per strada alla sera con una minigonna così spudorata, insomma un po’ se l’è voluta.
Ecco a me queste cose me le fanno girare, e non sapete quanto. Questo atteggiamento di equidistanza, di non scendere nel merito delle cose, di non sporcarsi le mani nella cacca altrui (ma anche propria) mi dà il voltastomaco.
Generalizziamo e filosofeggiamo fino a che la cosa non ci tocca direttamente, tanto per dire la ragazza diciasettenne è turpemente violata e brutalmente sedotta da un vecchio maiale, se si tratta di tua figlia, ma è una troietta seduttrice di un povero vecchio, se è la figlia di un altro.
Questa mentalità fa chiudere gli occhi su molte violazioni dei diritti umani e per umani intendo dire dei diritti di tutti i “generi” umani (maschile e femminile), ma sinceramente molto spesso da questa superfetazione dei giudizi ci si dimentica che il genere femminile è di gran lunga il più abusato, e che se lo sia voluto lo vedo arduo da credere e da asserire.
Pensare ad una donna picchiata all’interno delle mura domestiche, non è un fatto personale su cui astenere il giudizio. è un fatto sociale su cui intervenire decisamente. Certo molto spesso anni di diseducazione sociale della donna ha fatto sì che non denunci quasi mai il suo partner violento, quello che la rovina fisicamente e che le rovinerà la vita per sempre. Fa sì che per vergogna le violentate non denuncino i violentatori, che le bambine non si ribellino a padri o parenti mostruosi, che non prendano a schiaffoni il superiore di turno che si arroga il diritto di importunarle o che non si ribellino alla chiara volontà sociale di mantenerle nei “ranghi” e ruoli prefissati e nello scaffale a portata di mano per la loro situazione di oggetto acquistabile o adoperabile.
Se io sto con le donne, non è perchè sono una donna e  conosco tutte le sfumature a colori e grigio nero della loro vita, ma è che il mio impegno civile non può che portarmi a questo.
Ai benpensanti, ai parolai, ai pigri, ai sornioni, alle persone che pensano di essere obiettive, che amano non prendere posizione, che si ritraggono dal male e dal dolore degli altri, da quelli che dicono “sono tutti uguali” e che sparano a zero sulle libertà e i diritti delle donne, a tutti/e quelle che fanno della loro posizione o avvenenza un modo di sopraffare gli altri, a quelli che “se un uomo picchia una donna, una ragione c’è…”, ai preti ignoranti, alle suore beghine, ai genitori violenti, alle madri condiscendenti, alle persone che hanno paura, a quelle che non hanno senso civico, a tutto quel mondo che si agita solo per i propri bisogni, e la lista è lunga, lunga e lunga, dedico un video da guardare a occhi aperti e in silenzio religioso.
Io sto con le donne, punto e basta, non serve un perché e non serve un come. E’ l’ora di alzare la testa, di mettersi in moto e di alzare un dito per dire basta alla violenza e per chiedere di vivere la nostra femminilità fino in fondo.
ONE BILLION RISING e tremate… le donne sono tornate :-)

About these ads
  1. Reblogged this on Troppo stretto per me and commented:
    Anche io sto con le donne.
    Contro ogni forma di violenza, psicologica e fisica.

  2. Reblogged this on Il blog di Ponterosso and commented:
    Un invito che non può lasciare indifferenti. La violenza sulle donne ha raggiunto in Italia e in tutta Europa una dimensione macroscopica e tale che il silenzio diventa corresponsabilità collettiva. È un indicatore di una patologia dell’intera società e può essere affrontata solo se si smette di considerarla unicamente un problema “delle donne”.
    Segnaliamo questo post ricordando che l’autrice è una persona impegnata per i diritti civili da sempre, e che recentemente, dopo un viaggio in Palestina, ha scritto una serie di post sulla condizione reale del popolo palestinese che meriterebbero la massima divulgazione proprio in questa Italia dove i diritti di cittadinanza di uomini e donne sono ignorati dai grandi media, in una campagna elettorale tutta impegnata nel dare visibilità ai vecchi e ai nuovi protagonismi della casta politica. E se la voce del *se non ora quando” del movimento delle donne non riesce a avere spazio nei salotti televisivi, l’auspicio è che il movimento mondiale ONE BILLION RISING riesca ad influenzare anche la coscienza di quegli uomini che avvertono l’urgenza di un cambiamento radicale nei rapporti sociali che passi attraverso la modifica del rapporto uomo / donna.

    • Grazie Bruno il tuo sostegno e le tue parole sono davvero incoraggianti,vorrei molti uomini tra tante donne, vorrei un impegno profondo e a tutto tondo perchè appunto non si parla solo di donne si parla di diritti civili, di libertà, di apertura mentale, di comprensione e accettazione, si parla di intelligenza e solidarietà e non esistono generi e caste esiste un solo soggetto: l’essere umano. Ed è per questo che riporto ancora e ancora le parole di Vittorio: Restiamo umani, solo così saremo davvero persone vere.

  3. grazie per questo post, Ross. ci si dimentica sempre di più di parlare di problemi femminili. e ci si dimentica anche della violenza psicologica. quella che ci terrorizza sin da bambine. ci si cresce assieme, vero?

    • Cara Martina sulla condizione della donna, anche in questo tempo e pure in questo paese, ci sarebbe da scrivere fiumi di parole. Ci crescono per diventare quelle che siamo e quasi sempre il lavoro riesce, qualche volta invece riesce male e allora ci sono le donne che vivono male la loro vita, non accettando il ruolo imposto.
      Ai miei tempi molte donne hanno cambiato modo di essere e sono diventate controvere ed instabili. Molte si sono trovate ad afforntare la vita con mezzi emotivi e psicologici insufficienti. Moltissime altre hanno accettato il ruolo e allora come stupirsi che pensano solo all’aspetto fisico, ai vestiti, ai complimenti di uomini in vista e non, ad essere oggetto più che soggetto?
      Sono stata educata in clausura, destino era la sottomissione, l’unica meta era sgobbare e avere un marito che mi sapesse gestire. Per mia fortuna la cosa mi pareva talmente enorme e ingiusta che ho fatto le mie scelte, pagando di tasca mia quel poco di libertà ottenuta. Una libertà che è passata attraverso la solitudine, che poi a me andava bene, tutto piuttosto di passare da una mano all’altra senza poter vivere la mia vita. Sono stata osteggiata perchè non usavo mia la mia presunta bellezza, a parte il fatto che non la vedevo e non ci credevo, ma mai e poi mai ne avrei fatto una mia qualità preponderante. Gli uomini mi avvicinavano per quello, ma alla fine si legavano a me per tutt’altro, anzi proprio per le altre qualità o difetti, ne facevo scappare un numero considerevole. Ho faticato in una società che vedeva la donna come inferiore e da sfruttare. Ho cercato di curare la mia disistima, ho passato notti a pensare come uscirne e a studiare, a leggere a istruirmi e nessuno credeva in me, nemmeno me stessa. Dopo molto dolore e solitudine ce l’ho fatta, sono sbucata dalla foresta impenetrabile, ero sola sì, ma forse era stata la mia fortuna, e avrei da scrivere molto su quello che è l’appporto maschile alla solitudine femminile. Stranamente oggi so che ho vinto la battaglia, non voglio nemmeno pensare a quello che ho lasciato dietro le spalle, so solo che oggi potrei vivere serenamente da sola, ma che la mia fortuna mi ha dato un compagno per condividere il mio spazio al sole. Bisogna fare molta strada per passare indenne da un padre dittatore e manesco di una figlia ribelle e sfrontata, bisogna lasciarsi dietro molti uomini incapaci di capire la tua autonomia e voglia di indipendenza, bisogna rispondere alla violenza con la stessa prepotenza e non farsi massacrare mai nè fisicamente nè psicologicamente, i rapporti di forza sono questi. Mi rispettano perchè io sono la prima a rispettarmi. Ma per diventare donna serena ci vuole molta e molta strada… e allora non importa più quanto difficile è stato, basta aver avuto la fortuna di poterlo fare (e questa è davvero una grande fortuna) da certe situazione non se ne esce nemmeno col mio carattere.
      E’ per quello che sto con le donne, le capisco profondamente e condivido le loro incertezze e paure, e le stimolo a reagire sempre e comunque… qualche cosa succedera e sempre qualche cosa succede e bisogna essere preparate.
      Ma che lo dico a fare a te? :-D

  4. TREMATE … LE DONNE SON TORNATE ?!? :shock:
    Noooooono … se dobbiamo tremare, è per l’ emozione di averle con noi, al nostro fianco “alla pari in tutto e per tutto”, e – soprattutto – vicinissime a noi per continuare a sognare insieme a loro in questa ed in ogni vita possibile ! :-D
    E contro chi col semplice pensiero, o con azioni da cialtrone, o addirittura con violenze infami cerchi di sfiorarle, calpestarle, umiliarle, sopprimerle …… la nostra battaglia non sarà mai troppa : se veramente vogliamo uscire dalla bestia umana che ci conchiude, se in concreto vogliamo dar corpo ai nostri immutabili sogni, se sinceramente vogliamo svegliarci al mattino e sorridere “da uomini veri” al nuovo giorno, ebbene non dimentichiamoci mai che, senza le nostre amatissime donne, noi nemmeno esisteremmo, o meglio nemmeno vorremmo esistere !!!

    • Tu sì davvero, Bruno, che sei un vero cavaliere (sebbene errante) :-)
      Le donne si svegliano e poi tornano in letargo e cambia sempre troppo poco. quest’anno per la prima volta da 40 anni a sta parte ho visto il festival di Sanremo, anche se per ragioni di banale problema di antenna televisiva. Sono stata colpita moltissimo dal monologo dellla Litizzetto sulla violenza sulle donne. In genere non amo troppo le parole forti, in genere sembrano troppo cercare di far sensazione, ma mai come quella sera le ho sentite vere e incisive, una ragione in più per far capire alle donne che ogni sforzo di accondiscendere l’uomo per amore, e sto parlando ovviamente di un certo tipo di uomo, è davvero criminale. e con l’amore non ha proprio niente a che fare.
      Ma impareranno? E sto parlando delle donne… non degli uomini violenti, perchè anche quell’atteggiamento di accettazione femminile rovina ogni possibilità di crescita educativa dell’uomo.
      Tu dirai, ma perchè prendersela con loro e non con le persone ignobili, aggressive e violente?
      Perchè è dalla donna che nasce l’uomo e che viene educato e la responsabilità e ancora una volta nostra… sbaglio?

  5. No … hai perfettamente ragione !
    Sentivo al TG1, stasera, parlare una delle quattro donne, su 69 Atenei italiani, eletta recentemente Rettore dell’ Università di Trento . Ebbene, questa donna sposata e mamma di due figli, faceva notare che di grande autostima occorre che si fornisca una donna, per fare le cose di cui si appassioni …. mentre agli uomini, che pure possono far tutto, l’ autostima non manca mai … semmai dovrebbe esser temperata ….
    Beh … sai che ti dico ???
    Che quando mi riesce ( ahimè … non sempre mi riesce, ma non desisto mai ) di far crescere, di molto o poco che sia, l’ autostima in una Donna …. è una cosa che mi rende felice, pacatamente felice e umanamente realizzato, come raramente mi capita ! :-)

    • Sai Bruno, nelle mie peregrinazioni di vita ho visto poca autostima nelle donne. Dove l’ho vista, molto spesso, si basava unicamento sul loro aspetto fisico e sulla certezza di piacere (o compiacere) l’uomo. Triste primato perché con questi presupposti basta solo il passare del tempo per far decadere tutto. Ho visto molto spesso uomini attorniarsi di belle donne per darsi lustro, molto pochi sono riusciti a “sopportare il peso” di una donna intelligente e di successo.
      Se ci pensi l’uomo assieme ad una bella donna è di successo, l’uomo assieme ad una donna di successo viene annientato… su questo dilemma di vita ho dedotto che non capirò mai la società in cui vivo (a parte il non capire il voto del paese in cui vivo, ma anche il comportamento di altri…) siamo indiscutibilmente noi che soggiaciamo a certi pregiudizi, Una donna in carriera è meno donna perché assomiglia ad un uomo (anche se non è vero) una donna forte e decisa è una donna con le palle (avere le palle dona più forza?) una vera donna è dolce e remissiva, affascinante e sensuale, accogliente e materna, ma mai e poi mai intelligente, autonoma e indipendente.
      Mi chiedo di chi sia la colpa? Perchè una colpa c’è e forse da condividere tutta. Non ci sarebbe violenza sulla donna se non ci fosse la presunzione che, a parte tutto è l’uomo (maschile) il vero sovrano in questa società.
      Se poi le donne tacciono e non recuperano il loro spazio, allora vuol dire che pure loro non ci credono e che sono state allewvate per non crederci. Ma a quanto bisogna rinunciare per essere “donne”? E cos’è una donna nell’immaginario di tutti?
      All’indomani dell’8 marzo giornata della compensazione pubblica e consumistica della donna mi domando ancora se qualcuno si sta accorgendo che esistono donne geneticamente modificate che sono passate e passeranno nella vita con un profilo basso, solo raramente a viso scoperto, che stanno tentando di cambiare la storia. Io credo che ci riusciranno, ma la strada è ancora lunga…
      Buona giornata
      Ross

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