luciindescai

Una grandissima carota per i “choosy”

In Anomalie, Cultura, Disoccupazione, Giovani, Informazione, La leggerezza della gioventù, Mala tempora currunt on 13 novembre 2012 at 17:50

Per governare un paese oppure per poter giustificare le inadeguatezze di una classe politica e dirigente di un paese, bisogna avere il naso lungo e/o una grande faccia di bronzo.
Parlando, i nostri politici, gustificano l’incapacità loro di uscire dal pantano di una crisi economica che è crisi di sistema, quello liberista per intenderci (sistema che non abbiamo creato noi e al quale ci siamo adattati in tantissimi a malincuore) le nostre pretese e i nostri diritti di lavoratori, che ci siamo guadagnati in tanti anni di lotte. Non si tratta di una nostra gravissima responsabilità: non ce la siamo spassata, non abbiamo voluto un reddito che andava al dilà di quello che ci meritavamo, e se abbiamo comprato un sacco di merci che a seconda di chi ci parla o avrebbero fatto girare l’economia oppure sarebbero stati nostri capricci relizzati. Insomma se alla fine  siamo ridotti così dite che è colpa nostra e per nostra e noi,  intendo la classe dei lavoratori. Una volta si chiamavano proletari, ossia quelli che avevano prole, ma col tempo sono diventati solo consumatori accaniti di tv a colori, auto, telefonini e amennicoli elettronici vari. Per la vostra grande gioia, comunque e per i vostri guadagni. Comprare quelle merci che si poteva semplicemente firmando cambiali ed ottenendo finanziamenti generosi  e mutui dalle banche. Ecco, noi siamo gli ex proletari spreconi, che hanno ridotto al lastrico questo paese e che hanno dato i natali a questa razza di “schizzinosi” che vogliono lavorare senza sporcarsi le mani ed essere valorizzati per quello che hanno studiato. Ecchecazzo no! Bisogna prendere quello che arriva ed è davvero da schizzinosi non raccogliere le cassette da 500 kg. di pomodori al lauto rimborso in nero di 3,00 euro alla cassa per poter arrivare a fine giornata con il guadagno di ben 30,00 giornalieri. Ebbeh, con le vostre manine da studentelli cosa sperate, forse che la cultura vi dia da mangiare?
Vi hanno raccontato che i vostri genitori hanno scialato e adesso aspetta a voi tirare la cinghia. Vi hanno detto che sono stati questi genitori insensati a mangiarsi il vostro futuro eppure voi li avete visti alzarsi presto al mattino, imbucarsi nei loro laboratori, case, fabbriche, negozi, uffici e tornare a casa a volte stravolti di stanchezza, con nemmeno la voglia di consumare se non di preparare la cena. E siete stati voi ad essere consegnati alle mani amorevoli dei nonni, per chi era fortunato, oppure a qualche ragazza alla pari, alla baby sitter oppure al nido (che anche quello pubblico si portava via più della metà dello stipendio di vostra madre). Eppure avete visto che si cercava di risparmiare su tutto: il supermercato più economico, i discount, le luci spente dietro le spalle, le finte-griffe e così via per illudersi che pure noi si poteva… e invece no non si poteva e non si sarebbe dovuto potere.
I soldi per il mutuo della casa, perchè era l’unico modo per poter vivere tranquilli e sicuri in un posto senza esserne cacciti. I soldi per la scuola dei bambini (due al massimo, uno meglio e zero ancora meglio). Già, allora c’era la scuola pubblica, adesso è un po’ diverso, ma non è che costava meno, Ogni anno tra i 500,00 e i 600,00 euro solo di libri, senza contare tutto il materiale didattico necessario, persino la carta igienica e quella delle fotocopie perchè la scuola è un’azienda ed è proprio per questo che non deve sborsare una lira. E la salute, che se ce l’hai è un gran bene, perchè se ti manca sei proprio rovinato in tutti i sensi. Anche l’ospedale è un’azienda privata che funziona meglio se sei tu a pagarla due volte.
Insomma volete un futuro cari schizzinosi di oggi? Chiedetelo a quella massa di festaioli invertebrati dei vostri genitori che se nel tempo non ci hanno pensato, oggi a voi non possono che presentare delle sentite scuse.
Eh no, cari signori dell’economia e del governo globale, gli uomini e le donne che hanno cresciuto i loro figli non ci stanno più. Non hanno sensi di colpa e sono incazzati neri, perchè non solo hanno dovuto sottostare alle vostre leggi di mercato e del lavoro, ma oggi devono svendere se stessi, il loro futuro e puranco quello dei loro figli.
Perchè noi abbiamo lavorato come dei muli. Abbiamo pagato le tasse. Abbiamo costruito uno stato sociale che se era per voi ce lo saremmo sognato. Abbiamo prodotto quel surplus di merci e di profitti che vi hanno ingrassato ben bene. Abbiamo consumato come dei forsennati perchè era solo così che si permetteva alla vostra economia di girare. Abbiamo passato notti insonni a cercare di risolvere i nostri problemi e quelli dei nostri figli. Li abbiamo fatti studiare in una scuola che voi avete reso superficiale ed ignorante. Abbiamo difeso con gli scioperi i nostri diritti altrimenti ci avreste reso schiavi delle vostre macchine. Abbiamo pagato la nostra cultura e quella dei giovani per non dover ancora subire nell’ignoranza e nell’incapacità di tenervi testa. E oggi che fate? Ci sputtanate con i nostri figli e sputtanate i nostri figli ai nostri occhi?
Senta cara ministra “choosy” ci sarà lei e tutti quelli come lei che non hanno mai tirato la carretta. Senta caro presidente non è colpa del costo del lavoro e del sistema pensionistico se l’Italia fa acqua da tutte le parti, ma delle sue aziende preferite che si chiamano banche e anche e non se lo dimentichi che il lavoro ci aspetta di diritto, visto che questa Italia è basata davvero solo sul lavoro e per fortuna noi sappiamo lavorare.
Se avevate bisogno di schiavi potevate nascere all’ombra delle palme prima che venissero costruite le piramidi, che forse era l’unico tempo che avreste gradito, sempre che foste voi e solo voi il faraone di turno.
Ai nostri figli infilate la carota dove va bene e pretendete che la sopportino con il sorriso sulle labbra. Le uniche promesse per i giovani che vengono mantenute sono le nostre, quelle di pensare a loro fino alla fine dei nostri giorni. Finchè un futuro venga dato loro e quel futuro, purtroppo, è fatto dei nostri piccoli risparmi e della nostra inconsulta abitudine a risparmiare per i tempi di carestia, non dalla vostra lungimirante previsione economica e dai vostri sacrifici personali o di classe.
Se qualcuno non è mai stato toccato questi siete voi e i vostri capitali ben nascosti. Se è il bastone e la carota il vostro mezzo di comunicazione, temo proprio che un giorno potreste pentirvene. Non certo per un’ Italia mandata in bancarotta, o perchè il bene per il vostro paese non è nelle vostre note , ma unicamente per il fatto che se mai troveremo il modo di tornare in possesso di quel bastone e di quella carota, magari prima o dopo potremmo farvelo assaggiare solo per il gusto di restituirvi il piacere.
Potreste dover assaggiare una grandissima carota e questa volta destinata solo a voi cari choosy di Stato.

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  1. Grande post, Ross. Davvero, non potrei aggiungere altro. Ora lo condivido, che tutti leggano,,,

  2. ……un poco ce la siamo voluta anche noi……..ricordi gli Yuppies degli anni ’80?…….le finte bionde?……..il voler mantenere uno status ben al di sopra delle nostre possibilità?……..l’inseguire chimere politiche senza costrutto? (intendo le fatidiche promesse elettorali)……….alla fine abbiamo portato in parlamento quasi mille nullafacenti (soprattutto dagli anni ’80 in poi)…………puttanieri con consimili in gonna……tossici e non (scusa la volgarità…….ma l’identificazione precisa è necessaria)……….gente di malaffare che la politica l’ha intesa come un posto di lavoro sicuro……fonte di una gran bella pensione con appena qualche anno di “marchette” parlamentari………evvvvvvvvaiiiiiiii………e noi???!!!!!!??????…….sempre a credere a fanfaluche ideologiche…….come se ci fossero ancora idee ed ideologie da seguire……….sempre a prendere per oro colato tutto e tutti……..la stagione di “mani pulite” col risultato che pure uno come Di Pietro (magistrato) ha capito che fare l’impiegato dello stato non era remunerativo e che era meglio fare il politico di professione…….non ha insegnato nulla!………e intanto : VOTANTONIO!!!!……..VOTANTONIO!!!!!!!!!!…….urlava il grande Totò………e la nostra dignità di Cittadini vilipesa ogni giorno di più………io sono nato estremista………mi ritrovo a vivere da democristiano……….con un saldo passivo di idee e di speranze (politicamente parlando) pauroso…….temo per mio figlio……al punto che sono pronto a rinunciare a tutto ciò che rappresenta il mio mondo interiore di affetti e di mollare tutto se solo avrà l’opportunità di EMIGRARE……realizzandosi all’estero………sono pronto a lasciare tutto ciò che costituisce la mia valigia dei sogni e di stargli vicino e sostenerlo come meglio potrò…………….un salutone…….Willy

    • Chiedo scusa Willy ma avevo scritto un commento torrenziale che wordpress mi ha cancellato e non capisco perchè… forse era troppo torrenziale :-)
      I nostri figli non devo andare all’estero, ma devono lottare qui, tutto sommato, anzi sinceramente a tutto tondo noi lo abbiamo fatto negli anni 60 e 70. Io nel 68 avevo 17 anni e mi sono battuta nel campo del lavoro e della parità femminile, nel campo della cultura e della scuola… tutto questo fino alla fine degli anni 70, forse l’unica cosa che ho tralasciato poi nel tempo è stata quella di controllare che quei posti chiave non fossero presi da ex sessantottini impegnati con ancora più voglia di apparire dei padri. Forse ho demandato ad altri quello che avrei dovuto fare io in prima persona. Certo che ho cercato nel mio mondo di creare una cellula sana e di insegnare imparando che la dignità e la coerenza sono di primaria importanza.
      E così mi sono trovata con della gente che una volta era al mio fianco “sulle barricate”, cambiata e che ora aveva preso le fattezze del “padrone” ma con una marcia in più perche adesso quelli sapevano come sfiancarci.
      Adesso quelli stanno nei giornali e nelle posizioni di comando e sono figli di buona donna che usano il potere per il loro tonaconto. E facile capire che quelli giusti non hanno fatto strada e non la faranno nemmeno mai.
      Se è un errore della mia generazione, quell’errore e di non aver continuato a fare quella famosa “rivoluzione” sempre e comunque. Io sessantottina sono rimasta, non ho paura delle parole e continuo a dirmi comunista e sia chiaro che oltre a non aver paura di questo nome non ci aggiungo nessun aggettivo, è sicuramente una questione ideologica, ma a questa segue anche un modo di agire e di vedere le cose che non potrò perdere mai.
      Spero di non riperderlo… altrimenti vorrà dire che era destino :-)

      • …….amaramente…….mi vedo costretto a constatare che……..visti i tempi…….visti i “mostri” da combattere………con le sole idee non si và da nessuna parte……..allora……a mio parere…….la strada è una sola…….prendere il coraggio a due mani e passare dalle mere enunciazioni di principio………ai FATTI………altrimenti banche…..fondazioni massoniche…….lobbies ebraiche faranno di noi nè più nè meno che ciò che vogliono…….senza curarsi dei nostri sentimenti…….dei nostri affetti……..ma soprattutto della nostra dignità………come se fossimo delle larve……..e dire che la vicenda Alcoa dovrebbe insegnare qualcosa sul modo che hanno quelle “istituzioni” di intendere la nostra Dignità……..come vedi…….alla fine……..benchè provenienti da ali opposte della medesima barricata………ci ritroviamo nel medesimo campo di concentramento……….col medesimo pigiama a strisce (un conformismo sociale che uccide)……e solo un numero (quello della Carta d’Identità) a distinguerci………esagero?……..forse………ma guarda come ci siamo ridotti a furia di di dire l’uno all’altro “esageratooooooooooo”………..ti stringo con stima entrambe le mani……….Willy

  3. Dissento in parte con chi mi ha preceduto; gli errori della mia generazione non giustificano la macelleria sociale di questi tempi. Io la carota la piazzerei in un altro posto che lascio intuire

    • Se la tua generazione è anche la mia, davvero non giustifica questa macelleria sociale, anche perchè saremmo davvero folli ad aver sacrificato tanto per ritrovarci non al punto di partenza ma indietro di oltre 60 anni…

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