
Venezia, un cuore antifascista. Una città che ho chiamata piccola e presuntuosa. La mia città, pigra e sonnolenta, ma un grande cuore antifascista.
I difetti, malgrado il respiro mozzato dal turismo e l’anima venduta al profitto, che a questa città mancano sono lo spirito di uniformazione e la capacità di adattamento (e in questo caso sarebbe un grosso difetto). Subiamo da anni il logorio di una vita scomoda, costosa e irritantemente sprovvista di quell’addizionale dose di cultura che ci sarebbe dovuta. Le kermesse di sempre sono solo occasioni per gli altri, mai per chi ci vive, mai facilitate per chi ci abita ed è veramente interessato.
Ma ancora e sempre questa città che espone il tricolore con ostentata protervia, proprio nel giorno della “Padania Libera”, quando un’orda di barbari invadono le nostre stradine e ne fanno un uso improprio. Quando sui muri appare nella notte il verde simbolo della marjuana con vicino la scritta: Erba buona e appresso il verde simbolo della Lega con la ovvia scritta: Erba cattiva. Così questa città riceve gli invasori. Così non si lascia cambiare.
Oggi è il tempo della Fiamma Tricolore, anche questi si dovevano vedere. La città si sveglia, non li vuole. Il prefetto autorizza. In Consiglio Comunale i toni salgono. La gente mormora, in molti si organizzano. Altri pensano che bisogna lasciarli passare, come un’orda di lupi famelici, lasciati soli e senza notorietà.
Io opterei per un’ospitalità gogliardicamente ritenuta propria di questa città. Non sarebbe la prima volta. Anzi sarebbe una ripetizione. Tanto per dire che qui le cose non cambiano e che il fascismo non passerà. Neanche Almirante riuscì a tenere un comizio in questa città. La nostra storia è storia. Dobbiamo ricordare al mondo che eravamo una Repubblica, storicamente la più famosa. Dobbiamo usare quello che la natura ci ha concesso, e che il territorio ci impone. Tutti amano i nostri canali, tutti ce li invidiano. Ma allora perchè non usarli? Non sarebbe la prima volta. Non sarebbe l’ultima. Spegniamo la Fiamma, che non ha posto nei nostri cuori e buttiamola “cameratescamente” in canale.
come soluzione non e’ male, ma cosa racconterai ai verdi????
Da: annuska62 su Maggio 20, 2009
alle 19:54
Non c’è problema. Per prima cosa pare che galleggino, per seconda sembra che siano rifiuti organici e quindi biodegradabili, la terza è che basta che le pantegane non si incavolino a convivere con i ratti. Detto questo, il resto sembra possibile.
Ah come ultimo può essere che se si tengono sotto non affiorino affatto.
Da: rossaura su Maggio 21, 2009
alle 9:21
[...] città di commercio. Con corti sconte dette arcane. Con rive strette dov’è facile scivolare, in canale. E’ pur vero che il veneziano è pigro, e io non lo sono da meno, ma quando ci vuole ci vuole. [...]
Da: Seriamente… buttiamoli a mare ovvero in canale « E’ solo un blog su Maggio 21, 2009
alle 11:15