Tempo fa ad una proposta dell’amico Riciard di dare più potere decisionale e politico alle donne risposi di non essere poi così sicura che la proposta comportasse una decisa modiifica degli aspetti più inquietanti del nostro modo di vivere….. oggi dopo un’attenta riflessione e un approfondimento sul “campo” mi trovo, purtroppo, a dissentire da questa utopica illusione.
Nel periodo di vacanza trascorso in un ambiente umano, chiamiamolo, di medio-alto tenore di vita, per non parlare subito anche del corollario umano di medio-basso tenore di vita che per forza di cose ci girava intorno, ho avuto modo di “sondare” la qualità del “pensato femminile”.
Non ho per mia natura un’esagerata predisposizione a detenere la verità assoluta, tendo ad avere idee sicuramente frutto di riflessioni piuttosto approfondite, ma sono anche pronta a ricredermi e a rivedere le mie posizioni. Questo lo dico per non farvi pensare che uso una griglia di valutazione troppo rigida e pertanto inattendibile. Il range d’età valutato va dai 25 agli 80 anni, sesso femminile, istruzione superiore o universitaria, quasi sempre situazione non lavorativa, quasi sempre condizione di sposata, dipendente economicamente dal marito, con figli….
Pazientemente ho cercato di estendere il dialogo in vari settori dello scibile umano, cultura, educazione, preparazione politica, ricezione informativa, tendenza al sociale, letture, riflessioni, convinzioni e tristemente l’”aspetto” della nuova donna mi ha spaventato e mi ha depresso terribilmente.
L’immagine che ne esce è di una donna postfemminista e postmoderna, incapace di autonomia di pensiero, altamente influenzata dalla cultura dominante e dal proprio aspetto esteriore, poco interessata alla qualità dell’informazione e della cultura personale, inserita in ambiente elitario (molto probabilmente per incapacità di sconfinamento), idee preconcette (non personali), nessuna rivendicazione di autonomia, soddisfazione per essere subordinata nei rapporti di potere, affascinata dal successo altrui, senza stimoli per attuare cambiamenti sociali, economici e politici che vadano verso una società più equa e solidale.
Insomma da una metà del cielo color “non so” ad una metà del cielo color “grigio dimenticanza”.
Qualcuno mi chiederà, ma dove sei andata a scovarti questo campionario di donne insulse? Riponderò che ne ero circondata e che per poter evadere da questo fango limaccioso, non mi restava che fare qualche telefonata a quel femminile sicuro delle mie amiche altrettanto stupite e preoccupate come me dell’andazzo generale.
Le puntate cognitive effettuate poi sul gruppo sociale “inferiore”, insomma quello delle donne che occupano la posizione di supporto e corollario delle summenzionate “donne agiate”, mi ha ancora di più ferito e scandalizzato, nessuna rivendicazione tout court, nessuna anima, nessun movimento che faccia preventivare una nuova condizione femminile di qualità in un prossimo futuro.
Ma che è, mi sono persa qualche cosa? Com’è potuto cambiare il mondo attorno a me così tanto ed io non me ne sono accorta? Che ne sarà di noi, quella meravigliosa e vivace altra metà del cielo?
Il dibattito sulla condizione femminile “postmoderna” interessa anche me, e l’avevo iniziato qualche tempo fa sul mio blog.
Devo dire con enorme tristezza, dato che tutto sommato ho ancora passaporto italiano, che le donne che hai descritto le ho incontrate anch’io, ma soprattutto in Italia. È una situazione per qualche motivo nota anche all’estero, perché più di una volta mi è stato chiesto perché le donne italiane siano così “sottomesse”.
Penso che quest’immagine provenga soprattutto dai nostri media. Effettivamente le veline sono un fenomeno tipicamente italiano che non verrebbe mai accettato dalle donne irlandesi e britanniche.
Un fattore culturale? E le nostre manifestazioni per la 194 che fine hanno fatto? Come si è potuti passare da quello alla Carfagna in un ventennio?
Che tristezza…
Da: Martina su Settembre 4, 2008
alle 13:40
Che tipo di donne ti aspettavi, quando attorno a noi, ma soprattutto attorno alle nuove generazioni,viene proposta un’iimmagine di donna stupida senza alcuna forma, ne sostanza, priva di desideri e speranze, pronta solo ad asservire l’uomo in tutti i suoi desideri?
Dimmi da quali altri modelli possono. le nuove generazioni , prendere esempio se tutto intorno a loro e’ un buco nero .Mi dirai che noi non abbiamo avuto bisogno di prendere esempio da
altre donne, ma noi abbiamo vissuto anche in un’epoca molto diversa, dove la diversita’ era motivo di orgoglio e fierezza, dove le idee avevano un valore, dove eseere donna equivaleva la certezza di essere migliori o almeno il mezzo per poter cambiare la mentalita’ ristretta di gran parte degli uomini.Oggi vige la convinzione
che la diversita’ deve essere eliminata, tutto il mondo deve vivere in uno stato di assoluta sudditanza ai dettami della moda, dei media, della politica, senza che le donne si rendano conto di essere state nuovamente espropriate della loro dignità, della loro fierezza, della loro integrita’ , della loro morale, dall’uomo che dopo
anni in crisi esistenziale verso il mondo femmile ha lanciato un attacco decisico verso quel mondo che poteva in qualche modo togliegli il potere, perche’ in fin dei conti e’ questo l’uomo ha solo il terrore di perdere il Potere.
Peccato, si dovra’ ricominciare tutto da capo, magari tirando fuori quegli attributi maschili che
l’uomo ha tanta paura di perdere.
Da: annuska62 su Settembre 4, 2008
alle 22:16
@ Martina e Annuska
Come avete colto la delusione è più profonda in quanto molti passi in avanti che avevamo fatto, pagando di tasca nostra, oggi vengono cancellati da una mentalità asfittica e superficiale.
Non riesco a credere che noi donne siamo ridotte così, a seguire una direttiva di vita senza dignità e senza aspirazioni.
Nessuna delle donne che ho incontrato si sentiva insoddisfatta del suo ruolo…… questo mi ferisce di più….. questo è il segno della nostra sconfitta.
Da: rossaura su Settembre 5, 2008
alle 15:18
Leggo, Ross, e purtroppo…
speravo in un altro tipo di riflessione, ma se dobbiamo aspettarci una rivoluzione maschilista, beh, sarebbe un cambiar tutto per non cambiare niente…
comunque sia, io con oggi riparto a scrivere con una certa frequenza, dopo aver riattivato la linea, e riparto da qui:
http://riciardengo.blogspot.com/2008/09/2-2-4.html
Da: Riciard su Settembre 9, 2008
alle 22:21